Ancit, Assobirra ed UnionFood firmano l’accordo di rinnovo per il Ccnl Industria Alimentare

Categoria: | 24-08-2020

Il 31 luglio è stato finalmente siglato l’accordo di rinnovo per il CCNL Industria Alimentare ormai scaduto il 30 novembre dello scorso anno. Una vittoria a metà, se si pensa che è stato raggiunto l’accordo solo con tre delle sigle che compongono Federalimentare: Ancit ( che raggruppa la maggior parte delle aziende dell’industria conserviera), Assobirra e Unionfood ( di cui fa parte una moltitudine di aziende riconducibili ai settori più svariati, dai dolci ai pastifici alle aziende dell’industria lattiero-casearia).

Un contratto che rispecchia in parte le richieste avanzate in sede di contrattazione, soprattutto per la parte normativa: più permessi per i genitori e una maggior tutela per le lavoratrici madri soprattutto per l’esenzione dal lavoro notturno, apertura sulla necessità di dar luogo ad una formazione continua per tutti gli addetti, anche quelli non coinvolti direttamente dai corsi, l’applicazione del principio della “comunità di sito” per cui in fase di rinnovo del CCNL anche i dipendenti delle aziende appaltatrici avranno la possibilità di avere propri spazi per poter svolgere assemblee sindacali, sono solo alcune delle innovazioni portate all’interno del contratto, sono solo alcuni esempi di quello che è stato raggiunto ( al seguente link Accordo di rinnovo CCNL industria alimentare è possibile scaricare il testo dell’accordo)

Per quanto riguarda la parte economica, si è raggiunto un accordo che prevede un aumento di 119 € diviso in 4 tranche, cosi composto: il Trattamento Economico Minimo  (TEM), di cui fanno parte i minimi tabellari, l’edr e l’ex contingenza, per un valore di 84€ nei 4 anni; l’Incremento Aggiunto della Retribuzione (IAR), per un valore di 35 € a partire dal 2023, e che sarà un elemento fisso che andrà ad incidere sulla retribuzione; il Trattamento Economico Complessivo (TEC), che ricomprende il TEM, lo IAR e tutte le altre voci aggiuntive della retribuzione (13° e 14°, fondi previdenziali, cassa rischio vita, sostegno alla maternità/paternità, Fasa, etc…).

Non resta che attendere che anche le altre sigle si uniscano a quelle firmatarie: nell’attesa, a partire dal 24 agosto, è stato proclamato lo stato di agitazione, con il blocco degli straordinari e delle flessibilità. Si spera tuttavia che il fronte si ricompatti: non è pensabile “spacchettare” il Ccnl, che deve restare unico per tutta l’industria alimentare, perché solo cosi si può dare davvero forza ad un settore che ha continuato a lavorare duramente, con tutti i rischi del caso, durante la pandemia dovuta al Covid 19.

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