Riparte lo stato di agitazione per i lavoratori dell’industria alimentare, in seguito all’ennesimo stop delle trattative per il rinnovo del Ccnl

Categoria: | 24-04-2020

Durante il mese di Aprile sarebbero dovute riprendere, o quantomeno sarebbe dovute essere calendarizzate, le trattative per il rinnovo del contratto dell’industria alimentare, orma scaduto il 30 novembre dello scorso anno.

Le trattative, che avevano proceduto serrate, con continui passi indietro da parte di Federalimentare, sono state bruscamente interrotte dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19, e con esse sono state interrotte anche le azioni di mobilitazione che erano state indette poco tempo prima dalle Segreterie Nazionali, con il blocco degli straordinari e delle flessibilità; un grande atto di responsabilità da parte delle lavoratrici e lavoratori consci della grave situazione che il Paese stava vivendo, con l’accordo di riprendere il confronto in aprile.

E proprio il 15 aprile Federalimentare ha fatto sapere la sua indisponibilità nella ripresa del confronto, persino nella semplice decisione di calendarizzare degli incontri.

Di fronte a questa completa mancanza di ragionevolezza le segreterie Nazionali di Flai, Fai e Uila si sono trovate costrette a comunicare la ripresa dello stato di agitazione, con il ripristino a partire dal 9 maggio, del blocco di straordinari e flessibilità.

Una presa di posizione, quella di Federalimentare, che non trova giustificazioni valide; durante uno dei periodi più gravi per la tenuta del Paese lavoratrici e lavoratori hanno continuato a lavorare, con sacrificio e dedizione, per garantire che sulle tavole degli italiani non mancassero i prodotti alimentari che tutti giorni noi tutti consumiamo. Ed è per questo che deve essere dato maggior valore e riconoscimento al lavoro svolto,  anche attraverso il rinnovo del Contratto nazionale.

Di seguito alleghiamo la lettera che le OO.SS. hanno scritto agli oltre 450 mila lavoratrici e lavoratori del settore, per spiegare le motivazioni dietro alla scelta fatta e con cui si chiede massimo sostegno per le iniziative di oggi e quelle future.

Lettera alle lavoratrici e ai lavoratori

 

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