Unilever-Knorr, oltre al dado c’è di più

Categoria: | 03-07-2019

La Fai c’è, e lotta insieme a noi. E’ quello che potremmo sostenere dopo l’incontro fiume di ieri in Regione dove, al tavolo dell’unità di crisi, si sono ritrovati, dopo due settimane i vertici dell’Unilever-Knorr, le rappresentanze sindacali e gli organismi di governo regionali. Le parti si erano lasciate, dopo le giornate di mobilitazione e il primo incontro a Venezia, con l’impegno, da parte della multinazionale anglo-olandese, di trovare una soluzione per il sito produttivo di Sanguinetto, dopo la decisione di delocalizzare la produzione del dado classico Knorr  in Portogallo. La lotta sindacale, anche questa volta ha pagato: la proposta messa sul piatto accontenta, almeno in parte, la Fai Cisl, i lavoratori e le lavoratrici; l’azienda ha dichiarato di voler lasciare la produzione del dado Gelli e del granulare a Sanguinetto (oltre alla risotteria in busta), e di voler portare all’interno del sito veronese la produzione del tubo di maionese a marchio Calvè, attualmente prodotto da terzi in Austria. L’investimento previsto è di circa 2,5 milioni di euro per l’installazione di nuovi impianti e la formazione del personale, da concludersi entro gennaio 2020. I lavoratori assorbiti da questa linea dovrebbero essere circa una quindicina, ma l’azienda ha dichiarato che il mercato della maionese è in espansione (sono almeno 10 anni che la produzione è in aumento e si calcola che nel prossimo biennio la crescita stimata sarà almeno del 4% annuo)e che dunque sarà possibile prevedere ulteriori sviluppi aziendali. E’ un brand, quello della Calvè, di radicata tradizione del food in Italia, e per questa prima linea si prevede un’iniziale produzione di 3600 tonnellate.

Dopo l’annuncio del licenziamento collettivo avvenuto a fine maggio, è il primo segnale positivo da parte dell’azienda, un’inversione di tendenza che lascia intravedere una nuova luce sulle prospettive del sito e le conseguenti ricadute occupazionali. Inoltre, l’azienda si è impegnata ad avviare un processo volto ad utilizzare tutti gli strumenti di politiche attive per il ricollocamento dei lavoratori in esubero presso altre aziende del territorio,  ad utilizzare gli  ammortizzatori sociali ( Cigs), e a promuovere l’isopensione, che potrebbe permettere l’uscita anticipata di 7 anni.

Indubbiamente quello ottenuto ieri è stato un risultato importante per la nostra organizzazione, ma la montagna è ancora lunga da scalare, e la Fai Cisl lo farà, ancora una volta, al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici; come recita un antico proverbio africano, “da soli si va forse più veloci, ma insieme si arriva sicuramente più lontani”.

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